Da sapere
La prestazione occasionale
Qui si lavora senza partita IVA, in forma occasionale. Non è una zona grigia, ma ha delle regole: queste sono quelle che ti riguardano.
Che cos’è
È una prestazione di lavoro autonomo svolta in modo saltuario, senza vincolo di subordinazione, senza coordinamento con chi la richiede e senza continuità (art. 2222 del Codice Civile). Non serve la partita IVA proprio perché l’attività non è abituale né organizzata: se diventa continuativa, cambia inquadramento.
La ricevuta
Ad ogni incarico completato generiamo per te una ricevuta di prestazione occasionale con i dati di entrambe le parti, la causale e l’importo. Ti arriva via email e resta scaricabile dall’area personale. A fine anno le trovi tutte in un unico PDF, pronte per la dichiarazione dei redditi.
Perché ti chiediamo il codice fiscale
Niente ritenuta d’acconto
Su questa piattaforma il committente è sempre un privato, e un privato non è sostituto d’imposta: non applica quindi la ritenuta del 20%. Ricevi l’intero compenso lordo (al netto della sola commissione di piattaforma) e sei tu a dichiararlo come reddito diverso.
La marca da bollo
Per le ricevute di importo superiore a 77,47 € è dovuta l’imposta di bollo di 2,00 € (art. 13 della tariffa allegata al DPR 642/1972). La ricevuta che generiamo lo indica automaticamente; la marca va apposta sull’originale cartaceo, a cura tua.
La soglia annuale
Superati 5000,00 € lordi di compensi occasionali nell’anno solare scattano obblighi ulteriori — in particolare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi sulla parte eccedente. Nella tua area personale trovi sempre il totale aggiornato e ti avvisiamo quando lo superi.
Il limite di quello che possiamo dirti
Cosa NON è
- Non è un rapporto di lavoro dipendente: non ci sono turni assegnati, orari imposti, obblighi di presenza o penalità per i rifiuti.
- Non è una collaborazione coordinata e continuativa: ogni incarico è a sé, e sei tu a decidere se accettarlo.
- Non è un canale per prestazioni professionali regolamentate: impianti, sanità e attività che richiedono abilitazioni restano fuori.
- Non è un modo per lavorare a tempo pieno senza partita IVA: se l’attività diventa abituale, l’inquadramento va cambiato.
Questa non è consulenza fiscale